Linea del tempo

Parrocchia Beata Vergine Assunta in Bruzzano

Primi rilievi storici: ANNO 1011

Documentata a Bruzzano l’esistenza di una chiesa denominata Santa Maria di Bruzzano.

  • BRUZZANO: Incerta la provenienza del nome
    Bruzzano forse (ma improbabile) prende questo nome dalla famiglia romana dei Brutii, la stessa famiglia dell’omicida di Cesare.
    Meno suggestiva, ma forse più veritiera la tesi che vuole la sua genesi dal toponimo latino Brutianum, quasi certamente derivante dal fundus di un cittadino romano, probabilmente un legionario romano proveniente dal Bruttium, ossia l’odierna Calabria, e ricompensato per il suo servizio militare con un fondo agricolo nei pressi di Mediolanum.
    L’esistenza tutt’oggi di un Comune in Provincia di Reggio Calabria il cui nome è Bruzzano Zeffirio, ubicato sulle sponde del fiume Bruzzano può confermare questa tesi.
  • LE ORIGINI: La pieve di Bruzzano, insieme ad altre dieci pievi, apparteneva alla contrada di Milano. Di Brutianum abbiamo le prime tracce nel secolo VII. I Benedettini di S. Simpliciano sul nostro territorio avevano una chiesuola, dedicata a S. Salvatore. Questa chiesetta compare ancora nel 1178 in una nota citandola come loro proprietà. Un secolo dopo, Goffredo da Bussero conferma l’esistenza di questo altare dedicato a S. Salvatore e di un oratorio dedicato a S. Agata citando “Ecclesia sancte Agathe in loco brutiano” sempre Goffredo da Bussero, nella seconda metà del duecento, ricorda la presenza nella nostra pieve di una chiesetta dedicata a S. Andrea.
  • In Bruzzano è documenta la presenza di un prete in luogo solamente dall’XI secolo, lo ricorda Giorgio Giulini che scrive che nell’anno 1011 con un contratto di vendita addì 22 settembre dove viene nominato un certo Benedetto, prete della chiesa di Santa Maria di Bruzzano.
  • La chiesa plebana (o parrocchiale) di Santa Maria Assunta in Bruzzano era una Collegiata, aveva cioè un gruppo di Canonici che prestavano la loro opera ministeriale nelle cappelle della Pieve e vivevano nella Canonica, il capo era l’arciprete più tardi detto prevosto



Stemma della famiglia del Mayno soffitto della sacrestia della prepositurale di Bruzzano

Stemma della famiglia del Mayno soffitto della sacrestia della prepositurale di Bruzzano

La Pieve del Dodicesimo Secolo

  • Milano nel sec. XII contava undici pievi. Gualberto Vigotti, nel liber da lui redatto ci tramanda l’elenco delle chiese che compongono la Pieve di Bruzzano:
    Bruzzano, Affori, Bresso, Brusuglio (Bresurio), Cassinis Massattii (Mojazza, presso la chiesa di SM della Fontana), Cormano, Dergano, Niguarda, Precotto, Pratocentenaro, Pubiga (non localizzabile) – dimenticò di segnare la chiesa di S. Antonino di Segnago e quella di S. Martino in Greco
  • L’anno 1386 segna l’inizio dei lavori per la costruzione del Duomo di Milano dedicato alla Natività di Maria, circa sessant’anni prima, nella campagna bruzzanese, in località capo di sotto, venne eretta una chiesa che per le sue modeste dimensioni e l’umiltà della costruzione potremmo dire oratorio o chiesina, dedicata alla Natività della Maria Vergine, La chiesetta fu proprietà della famiglia Del Mayno che per oltre due secoli ebbe la prevostura della Pieve di Bruzzano.
  • LA CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA
    La prepositurale della nostra parrocchia esisteva già nei primi anni del Mille, subì un primo restauro intorno al 1340. Ad un Maestro Campionese si attribuisce un sarcofago esistente nell’antica prepositurale di Bruzzano di cui rimane un frontale attualmente in deposito al Museo del Castello Sforzesco di Milano.
    Nell’accurata descrizione fatta da mons. Bernardino Cermenati nel 1567 si legge che “l’altare maggiore non è consacrato, l’altare di sinistra è dedicato a S. Rocco mentre quello di desta a S. Maria della Purificazione”.

1524: Costruzione del campanile e acquisto della prima campana.

  • Mentre il re di Francia, Luigi XII conquista il ducato di Milano, abbiamo traccia della prima costruzione del campanile e dell’acquisto della prima campana, ad opera del prevosto Ambrogio Recalcati; nel Chronicus del tempo si legge la Relazione della Visita pastorale compiuta dal card. Carlo Borromeo a Bruzzano; egli descrisse il campanile "quadrato, abbastanza alto e grande" (1582).
  • Nascono in quegli anni nella nostra Pieve le prime confraternite ed Associazioni, la Scola della purificazione è la prima confraternita di cui abbiamo memoria, non si ha la data di sua istituzione ma nel 1521 troviamo una nota della sua esistenza, si ha traccia di lasciti a questa Scola nella visita pastorale del Card. Carlo Borromeo del 1582. Gli introiti di lasciti e affitti erano principalmente usati per elemosine e per dare corso alle varie feste religiose del tempo (Madona de la Purificacione, san Blasio, Corpus Domine, …)

1585 – 1611: Demolizione e ricostruzione della chiesa

Realizzazione di importanti opere pittoriche nelle due cappelle laterali dette di S. Maria Maddalena e del SS. Sacramento

  • Nel dicembre del 1545 si apre il Concilio di Trento che riformerà profondamente la chiesa cattolica. Alcuni anni dopo, un delegato del Card. Carlo Borromeo, fa visita alla pieve di Bruzzano verificandone lo stato delle anime; i quell’occasione si contano 52 famiglie e di 310 persone.
  • Il Camposanto: Nei pressi dell’attuale sagrato della chiesa parrocchiale trovava posto il camposanto, era a neppure 40 cm dalla strada ed era più alto rispetto alla piazza della chiesa, accanto vi crescevano degli alberi di gelso.

Il XVIII secolo

  • Con il Prevosto Giovanni Brocco, la chiesa prepositurale venne ricostruita e abbellita in quanto “minacciava di cadere in rovina”. A questo prevosto dobbiamo l’aggiunta alla chiesa delle due cappelle laterali, la cappella di Maria Maddalena e quello della Purificazione, le cappelle vennero impreziosite con gli affreschi di suola Luinasca di cui, per la Purificazione, ne godiamo ancora oggi.
  • Bruzzano aveva così la sua chiesa prepositurale decorosa e sufficiente per capienza. Era lunga circa 22 mt., larga 15 mt, a tre navate, con due altari laterali, aveva l’abside rivolto a oriente e la facciata ad occidente. Aveva tre porte sulla facciata, che dava su Piazza Dalmazia (oggi Via Capsoni).
  • Gli inizi del ‘600 caratterizzano i territori del ducato di Milano da carestie e dalla peste di manzoniana memoria, la popolazione di Bruzzano venne anch’essa toccata da questo flagello; il numero degli abitanti si ridusse da 461 a 340
  • La festa patronale dell’Assunta era la festa principale della parrocchia, per la quale veniva concessa l’indulgenza plenaria, questa festività celebrata dalla metà del ‘500 viene commentata in una nota dal Card. Pozzobonelli del 1756 a compimento di una Visita Pastorale a Bruzzano. Gli abitanti del borgo avevano ripreso quota incrementando il loro numero, arrivava a 562 abitanti di cui 352 ricevono la Santa Comunione.



  • 1816 – 1837: Don Pietro Casati restaurò il campanile della prepositurale dotandolo di un nuovo concerto di campane.
  • 1838 – 1873: L’incremento demografico della nostra Pieve è costante, si raggiungono le 1400 unità, alcuni anni dopo, nel Marzo del 1848 si combattono le cinque giornate di Milano; …mentre nobili e popolani, donne e ragazzi lottavano sulle barricate, a Bruzzano il prevosto, don Giuseppe Bellasio pose fine al suo promemoria con le seguenti parole: Mentre a Milano tuonava il cannone, le campane suonavano a stormo….
  • Il Comune di Bruzzano nel 1868 viene annesso a quello di Affori.
  • 1874 – 1888: con il prevosto Bellasio si ha notizia dell’abolizione delle decime.
  • Sotto l'aspetto scolastico Bruzzano, storicamente, può dirsi fortunato; già all'epoca di san Carlo Borromeo c'era interesse per l'istruzione dei fanciulli, lo deduciamo dalla presenza di Giacomo da Merate, maestro di scuola, che nel 1582 fu eletto priore della Scola della Dottrina Cristiana.
  • sul Chronicus, agli inizi del ‘700 si legge: Farebbe bisogno di un sacerdote che fosse obligato a coadiuvare il prevosto…; egli potrebbe innoltre haver il peso di fare la Scuola Normale per quei di Bruzzano, Cormano e Brusù.
  • Più in là negli anni si legge che, L’asilo infantile è un vanto per la Bruzzano di fine ‘800, unico paese che in quegli anni vantasse questa istituzione, era ospitato nella casa comunale di via Rapisardi 21. Dal 1905 fu affidato alle Suore Guanelliane. 

Gli inizi del ‘900

  • 1888 – 1903: con don Giacomo Gerli, la Pieve di Bruzzano inizia ad avere una importante espansione demografica, i mutamenti da una Bruzzano agricola ad una industriale ed operaia iniziano ad essere evidenti.
    La vita pastorale della Pieve di quegli anni vide la nascita di Associazioni a carattere assistenziale e religioso.
  • IL DETERIORAMENTO DEL CAMPANILE
    La cronistoria del nostro campanile annovera i seguenti fatti:
    • 1892: cadde la terza campana con tutto il peso e la ruota, fracassando il tetto, il pavimento del granaio e precipitando nell’archivio, da dove qualche secondo prima era partito il prevosto…
    • 1898: si spezzo la campana più piccola, che venne rifusa a spese del popolo.
    • 1919: anche le altre tre vennero rifuse e fecero il loro ingresso in Bruzzano su carri trainati da cavalli, con accompagnamento dei corpi musicali, vennero benedette. Erano in Re bemolle, e pesavano 4500kg., portano tutte la santa Croce e l’immagine di Maria Santissima e figure di Santi che sono onorati in Bruzzano con devozione speciale.



  • La Pieve di Bruzzano; la sua decadenza
  • Il 16 febbraio 1903 – il card. Andrea Carlo Ferrari eresse il Vicario Foraneo di Sesto San Giovanni aggregandogli le parrocchie di Turro, Precotto e Crescenzago togliendole così alla pieve di Bruzzano.
  • Il 2 gennaio 1925 mons. Giovanni Rossi, vicario generale della curia di Milano comunicò al prevosto di Bruzzano che anche la parrocchia di Dergano viene elevata al grado di chiesa prepositurale e sottoposta alla curia Arcivescovile.



(1901 – 1927) – Sacerdote Don Ambrogio Radaell

Gli Anni ’30: Avvio del progetto di ampliamento a seguito dell’incremento demografico e dell’annessione al Comune di Milano (1923).

  • Con un decreto del 20 dicembre 1923 del Card. Enrico Tosi, in seguito al provvedimento civile che univa al Comune di Milano parecchi comuni limitrofi, erigeva a chiese parrocchiali che stavano su quei territori a Chiese Prepositurali concedendo loro i diritti delle propositure di Milano restando soggette ai rispettivi vicari Foranei. Il Vicariato Foraneo di Bruzzano fu aggregato alla circoscrizione di Porta Comasina.
  • La soppressione dell’antica Pieve su decreto del Card. Ildefonso Schuster ebbe attuazione nel 1930.
  • Con don Francesco Guzzi abbiamo i lavori di ampliamento della chiesa prepositurale e della costruzione dell’attuale canonica.



19 Marzo 1937 - Posa della prima pietra del progetto elaborato ad opera dell’architetto Zanchetta.

Dettagli dei lavori di ampliamento riguardanti la prepositurale:

  • Nel 1928 il progetto dell’Ing. Annoni venne ripreso ed esaminato dall’arch. Zanchetta, che ne rielaborò l’idea attuandone l’ampliamento. Il giorno di San Giuseppe del 1928 venne lanciata l’idea della nuova chiesa, che comprendeva l’ampliamento, il rafforzamento del campanile che aveva nel frattempo subito la caduta di una campana (1928-1931) e la riedificazione della casa parrocchiale e dell’oratorio maschile.
  • La spesa era di circa 700 mila lire: 350 per l’ampliamento e il rafforzamento del campanile, il resto per casa parrocchiale e oratorio.
  • Si aggiudicò i lavori mediante concorso l’impresa di Luigi Ferrari, già bruzzanese e con un lieve vantaggio di prezzo.
  • Nel 1936 insieme a 4 fusti di colonna in granito di Baveno per l’interno, arrivarono anche 4 colonne di granito bianco destinate alla nuova facciata e due per la porta maggiore del lato di via Acerbi, che furono donate dall’impresario.
  • Le due porte laterali vennero messe in opera nel Natale del 1942, quella centrale, presentando alcune difficoltà d’impianto, nell’Epifania del 1943.
  • L’organo fu sostituito nel 1940 della ditta Nasoni di Varese, che dopo soli 10 anni di funzionamento venne revisionato e considerato non più utilizzabile.
  • Nel 1949 fu sistemata l’area antistante la chiesa a spese del Comune
  • L’intera facciata (quella attuale) venne terminata nel novembre del 1956; (fu quindi cambiato l’orientamento della chiesa e spostato l’ingresso principale) al centro in alto campeggia l’immagine della Madonna Assunta, in marmo bianco di Carrara, dono della scultrice bruzzanese Anna Gronda Mojoli e tradotta in marmo dallo scultore Cedraschi, autore anche del Monumento ai Caduti di Affori.
  • Durante la seconda guerra mondiale ci fu obbligo da parte del sottosegretario per le fabbricazioni di guerra di ritirare e raccogliere le campane delle chiese, e anche Bruzzano non sfuggì a questo triste destino. L’ultimo rintocco fu del 1942.
  • Nel 1950, in occasione della visita del card. Schuster, venne benedetto il campanile e scoperta la lapide con epigrafe in ricordo del prevosto Guzzi, nel frattempo il prevosto Guzzi riuscì a riavere le campane asportate dopo lunghe e complicate pratiche, vennero anche rifatte due campane nella Fonderia Barigozzi ricollocate in chiesa appunto per la benedizione del cardinale

 


19 Marzo 1938 - Inaugurazione dell’altare maggiore.

Scoperti sotto uno strato di intonaco due affreschi risalenti alla fine del ‘500: la Presentazione di Gesù al tempio (nella cappella del SS. Sacramento, attuale Battistero) e il Crocifisso nella cappella di Maria Maddalena (quest’ultimo irrimediabilmente rovinato).

  • Con i lavori di ampliamento del 1938 fu inaugurato il nuovo Altare Maggiore: “esso è il vecchio altare della prepositurale accresciuto di un gradino, allargato di 40cm, innalzato con una base di marmo nero di Saltrio alle colonnine del tempietto, ed arricchito di mensa e paliotto (parte anteriore dell’altare) di marmo. La porticina del tabernacolo è l’antica, l’interno è nuovo”. “venne inaugurato il nuovo pavimento a mosaico, raffigurante un gran tappeto verde con fascia bianca e gialla, ottenuti con marmo verde delle Alpi, col Botticino e con il marmo statuario di Carrara; e le due balaustre laterali, in marmo nero di Viggiù e rosso di Gazzano. L’altare è in marmo rosso Levanto, giallo Siena e bianco di Carrara, su disegno dell’arch. Grassi. Il restauro fu compito dal pittore Pietro Frizzi.

14 Gennaio 1950 - Il card. Schuster benedice il campanile innalzato e le nuove campane

  • 1950: in occasione della visita del card. Schuster, venne benedetto il campanile e scoperta la lapide con epigrafe in ricordo del prevosto Guzzi, nel frattempo il prevosto Guzzi, dopo lunghe e complicate pratiche riuscì ad avviare il rifacimento di due campane nella Fonderia Barigozzi e ricollocate in chiesa appunto per la benedizione del cardinale.





Don Francesco Guzzi (1927 – 1957)

1986 Nuove ristrutturazioni e abbellimenti

  • Negli anni 1976-77 vediamo la sistemazione del presbiterio con la posa in opera dell’altare liturgico e lo studio di alcune modifiche e aggiunte come ad esempio il rifacimento dei pavimenti delle sagrestie e la trasposizione delle balaustre.
  • Don Giovanni Rimoldi prese ispirazione dalla sistemazione dell’altare della chiesa di S. Maria Annunciata in Campo Santo, contattò la ditta Comana di Bergamo per un sopralluogo a Bruzzano e per un preventivo dei costi. Parallelamente alle modifiche il prevosto inviava domanda di autorizzazione ai lavori alla Commissione Diocesana di ARTE SACRA…
  • Il 15 ottobre 1977 mons. Biffi inaugurò il nuovo altare celebrando la messa vespertina prefestiva. La vigilia di Natale il presbiterio era completo.
  • Nel 1986 don Rimoldi in occasione delle celebrazioni per il 50° le conferì gli ultimi tocchi alla parrocchiale fece rifare l’intonaco esterno, compreso quello del campanile, inoltre fece rivestire di rame la porta centrale della Chiesa, arricchendola con 8 formelle di bronzo che narrano in bassorilievo la vita della Madonna, opera dello scultore don Carlo Morosi (1988).



Formella in bronzo: particolare

11 Gennaio 1998: Consacrazione della chiesa parrocchiale.

  • A completamente dei lavori di ammodernamento voluti da don Rimoldi, Mons. Giovanni Giudici consacra la parrocchiale quasi alla fine del secondo millennio.

2019 - 2020: Restauro e risanamento conservativo della chiesa e del campanile.

Con don Paolo Selmi assistiamo ad un risanamento e un ammodernamento generale della chiesa,

CHIESA

  • è stato svolto un lavoro di deumidificazione risanamento dei muri sia interni sia esterni, la facciata è stata pulita e ridipinta, è stato rifatto l’intonaco, e sono stati puliti e consolidati gli elementi decorativi,
  • I prodotti utilizzati hanno proprietà meccaniche e idrorepellenti, che preservano l’opera dagli agenti atmosferici.
  • Le murature della chiesa, come ben evidenti in corrispondenza della zona sopra la zoccolatura delle pareti di facciata e lungo Via Capsoni, presentano forte umidita per il fenomeno di risalita capillare dell’acqua.
  • Tale fenomeno, oltre a provocare il distacco dell’intonaco, a lungo andare degrada le murature stesse. E' previsto un intervento di risanamento mediante il rifacimento dell'intonaco esistente con rimozione dell’esistente e realizzazione di nuovo intonaco macro poroso, il quale favorendo l’evaporazione dell’acqua dalle murature le mantiene asciutte.







CAMPANILE.

  • i lavori hanno interessato il risanamento del castello delle campane e della cella campanaria e il consolidamento e la messa in sicurezza della scala all’interno del corpo del campanile.
  • L'incastellatura metallica di sostegno delle campane si presentava in vari punti, soprattutto in corrispondenza dei nodi di giunzione, ammalorata, necessitando quindi di un intervento di restauro. Inoltre la struttura era di vecchia concezione, ovvero fissata alla parte muraria della cella campanaria mediante inserimenti puntuali, sia a liveIIo dei parapetti di base che aII'aItezza delle travi orizzontali che sostengono le campane, senza alcuna interposizione di elementi ammortizzanti. Nei punti in cui i ferri erano stati ancorati ai muri si erano aperte numerose fessure, evidenti e di notevole estensione. Questa situazione necessitava di un intervento a prevenzione di ulteriori aggravamenti, realizzando una struttura di nuova concezione che limitasse le sollecitazioni trasmesse al campanile dalle campane in movimento.
  • A seguito della rimozione delle campane e relativa struttura metallica, e del montaggio del ponteggio sul campanile, si è potuta verificare L’effettiva entità delle fratture prodottesi sui pilastri campanari. Tutti e quattro gli elementi risultano danneggiati con fratture più o meno estese e profonde, ben oltre quanto era possibile preventivare, con conseguente aggravio dei costi di restauro. Sono stati inoltre rinvenuti piccoli elementi metallici inseriti nei pilastri verosimilmente durante il precedente intervento di restauro delle facciate avvenuto negli anni’80 del secolo scorso, a testimonianza del fatto che il fenomeno fosse attivo già molti anni fa, ma il cui intervento non fosse tuttavia riuscito a fermarne la progressione.
  • II progetto di restauro e consolidamento ha interessato la pulitura delle fratture, la risarcitura delle stesse con malte strutturali, I ‘inserimento di elementi metallici incrociati e passanti in corrispondenza delle fratture e la fasciatura dei pilastri con reti in fibra ed intonaco strutturale.