Bilancio Parrocchiale

SOVVENIRE ALLE NECESSITA’ DELLA CHIESA, SECONDO LE PROPRIE POSSIBILITA’

Tra le opere di carità che la Chiesa ancora indica al cristiano come risposta evangelica al suo contributo alla vita comunitaria, una recita così“Sovvenire alle necessità materiali della Chiesa, secondo le proprie possibilità”.

La prima comunità cristiana, viveva con intensità questo aspetto e chi aveva la possibilità condivideva i suoi beni e deponeva ai piedi degli Apostoli il proprio contributo materiale per sostenere i poveri, le attività di evangelizzazione e pastorali della Chiesa (cfr At 2,42-47; 4, 32-35; 5, 12-16).

Ora, le caratteristiche della prima comunità cristiana, anche se vissute in modalità nuove, permangono anche nella Chiesa di oggi. Ogni cristiano sente il dovere di sostenere la Chiesa, partendo dalla comunità in cui vive, perché possa svolgere adeguatamente il suo servizio liturgico, di carità, di evangelizzazione e di contributo attivo alla vita della società. Per questo anche le strutture che la parrocchia possiede e che servono per rispondere meglio alla vita cristiana, al culto e alla formazione dei suoi membri vanno tenute e amministrate con diligenza; tanto più che sono frutto di lavoro, condivisione e segno di una fede vissuta e trasmessa dai nostri avi, ai quali dobbiamo gratitudine e riconoscenza.

Nel presentare questo bilancio parrocchiale desideriamo ringraziare dal profondo del cuore tutti coloro che hanno a cuore e sostengono concretamente, con la loro generosità il mantenimento delle strutture della nostra parrocchia. 

Nello stesso tempo ci piacerebbe anche far crescere una coscienza viva del dovere che ogni cristiano ha di contribuire veramente secondo le proprie possibilità e non di sentirsi libero di compiere o no questo “dovere”. Anche perché tutto torna a vantaggio di tutti.

Quando in parrocchia si svolge un’attività a favore della comunità quante persone, sussidi, tempo, strumenti e ambienti mette a disposizione: “deve” farlo, è suo compito! Ma, per favore, aiutateci a farlo con serenità attraverso un perseverante, generoso e doveroso contributo economico; certo, SECONDO LE VOSTRE POSSIBILITÀ, ma, per favore, sentitelo come un DOVERE, derivante dalla vostra appartenenza alla comunità cristiana!

Non aspettate solo le occasioni straordinarie. L’offertorio della Messa domenicale chiede la partecipazione attiva dell’uomo all’offerta del pane e del vino. Chi dona pone un segno concreto di partecipazione all’offerta di Gesù che, come pane, si spezza per la fame di ogni uomo. Ora, quelle offerte che vengono raccolte saranno impiegate per la “fame” della comunità; la fame delle persone, ma anche la fame degli ambienti che le persone utilizzano per crescere come autentici cristiani e imparare a condividere, come pane spezzato, quello che ognuno è ed ha. Inoltre quelle offerte verranno incontro anche alla fame di altri uomini, che sono pure nostri fratelli, vivono lontano da noi, ma, come noi, son amati dal Signore. Anche fare un’offerta in denaro con amore significa essere “pane spezzato” per la fame dei fratelli.

Il Consiglio per gli Affari Economici